Inner Sculpture

[...] La “sfida della scultura” scrive Didier Ottinger a proposito del surrealismo e l’oggetto, sarà proprio quella di dare materia a ciò che André Breton nel Manifesto del surrealismo del 1924 chiama “modello interiore” al quale la creazione artistica deve ispirarsi. È a questo modello interiore che l’opera scultorea di Giacomo Rizzo vuole consacrarsi, dando consistenza all’invisibile, creando una nuova tipologia del fare scultura, quella della Scultura interiore. L’opera di Giacomo Rizzo, se non si ispira ad un modello onirico, si inscrive di fatto in un processo d’automatismo surrealista in cui la sua personale tecnica che egli chiama dello “strappo” può essere annoverata tra quelle del frottage di Max Ernst, della decalcomania senza oggetto preconcetto di Oscar Dominguez del fumage di Wolfgang Paalen. Tecniche che mettono insieme gestualità, casualità, inconscio, per creare universi altri, partendo
dall’incontro tra materia e superficie, attraverso un’azione umana non guidata dalla ragione. Il risultato sarà il meraviglioso tracciatodella fantasia, luogo di forme evocate o desiderate, richiamo ipnotico per l’inconscio nelle ricerche dei surrealisti, oppure il sudario del tempo, della memoria, dell’anima di un luogo, come
per le opere di Giacomo Rizzo che racchiudono in sé il segreto, l’intimità dello spazio in cui l’artista lavora. Lo strappo di Rizzo porta con sé i segni del caso, del gesto, del tempo, come un’epidermide diviene la matrice dell’opera. Giacomo Rizzo apre una nuova prospettiva nell’arte quella del dare fisicità alla memoria, alla psiche, all’invisibile, alla poesia.

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Anno
2018
Formato
23x27
Pagine
128
Copertina
cartonato
Lingua
Italiano/Inglese
ISBN 

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