A Lungo Andare. Unmooring

[...] Alla base del lavoro di Matteo Montani c’è la ricerca dell’identità di un segno espressivo forte. Ogni ciclo pittorico si fonda su segni che sembrano zampillare dalla forza della natura. I segni sono tantissimi e l’artista accelera
la loro proliferazione. Secondo Rainer Maria Rilke siamo circondati da segni. Per Montani il segno è salvifico e attraverso segni costruisce una parete di dettagli, una messa a fuoco del particolare. Ma c’è un altro aspetto che emerge con evidenza: l’aspetto performativo della pittura. Nell’arte italiana non è raro che l’aspetto pittorico sia coniugato con la performance. Pensiamo alla ballerina che danza davanti al quadro rosa con lo spartito alla Documenta di Kassel nel 1972, sintesi straordinaria di Jannis Kounellis (Da inventare sul posto). Pensiamo al Mangiafuoco che sputa fiammate sulle fiamme di pittura del quadro di Pier Paolo Calzolari (1979). Per Matteo Montani l’aspetto performativo è legato alla processualità del farsi dell’opera. Ne risulta un quadro che cambia in continuazione, una pittura portata sempre più al limite anche grazie alla presenza di polveri metalliche. Si tratta di metallo in polvere emulsionato che a volte si mischia anche con l’oro. [...]
[...] At the base of Matteo Montani’s work, there is the search for identifying a powerfully expressive sign. Each of his pictorial cycles is made of signs that seem to spring out of the might of nature. There are several of these signs,
and the artist accelerates their proliferation. According to Rainer Maria Rilke, we are surrounded by signs. For Montani, the sign is salvific, and through signs he builds a wall of details, focusing on the particular. But another aspect of his art emerges clearly: the performative quality of painting. In Italian art, the combination of painting and performance is not uncommon. Think of the ballerina dancing in front of a pink painting that features a music score in Da inventare sul posto, an extraordinary synthesis presented by Jannis Kounellis at Documenta in Kassel in 1972. Or take Mangiafuoco, with a fire-eater that spits flames on the pictured flames of Pier Paolo Calzolari’s painting (1979). For Matteo Montani, the performative aspect is linked to the process of making the artwork. The result is a painting that changes constantly and is increasingly pushed to the limit also due to the presence of metallic powders, emulsified powdered metals that Montani sometimes also mixes with gold. [...]

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Year
2020
Format
24 x 24
Pages
96
Cover
hardback
Language
Italian/English
ISBN 978-88-99519-93-3

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